giovedì 21 maggio 2015

La concorrenza bancaria “a premio”.



Il marketing bancario ha attivato tecniche varie per attrarre nuovi clienti, dalla restituzione dei bolli sui dossier titoli, alla consegna di “buoni e premi” di varia natura: buoni benzina, modiche quantità di preziosi quali lingottini d’oro e diamanti. Il cliente così “attratto” può dormire sonni tranquilli: non deve considerare, e quindi indicare in dichiarazione dei redditi, questi “regali”, poiché essi sono spesso di modico valore e rientrano in una particolare fattispecie chiamata “operazione a premio”, autorizzata dalla legge e soggetta ad eventuali imposte a carico di chi regala, quindi della banca. La frase “chiunque acquista o compie una determinata operazione ha diritto a ..” è la formula magica che assolve il cliente ed impone al “donante”, nel caso la banca organizzatrice dell’operazione a premio, di assolvere gli obblighi fiscali (previsti nel DPR 600/1973). 
Cliente contento, premiato ed assolto.

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