giovedì 26 febbraio 2015

La forza dei distretti industriali italiani.



Secondo il rapporto sull’economia e finanza dei distretti (di IntesaSanPaolo), i distretti industriali italiani sono tornati a crescere nel biennio 2013-2014 con un +1% (mentre le imprese “non distrettuali” hanno fatto segnare il segno meno), e continueranno a crescere nel biennio 2015-2016 con un +3,2% atteso (superiore al +2,2% fatto segnare dalle imprese tedesche). Secondo il rapporto, le cause positive sono la maggiore capacità di fare innovazione nei distretti (evidenziato dal gap positivo del 6,3% nel presentare brevetti, rispetto alle imprese non distrettuali), di esportare e fare investimenti all’estero; nel 2014 le esportazione delle imprese presenti nei distretti industriali sono cresciute del 3,5%, contro una media dell’1,6% delle imprese nazionali. Le imprese presenti nei distretti si differenziano, secondo il rapporto, per 2 elementi positivi: la loro attrattività nei confronti del capitale estero (che cerca di acquisirle) ed il c.d. “reshoring”, il ritorno in Italia di produzioni industriali a suo tempo dirottare verso paesi a più basso costo industriale, ritorno sulle ali della maggiore qualità delle produzioni fatte in Italia, in settori che vanno dalla moda alla meccanica, dalle macchine agricole agli imballaggi. 
“Italians do it better”.

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