domenica 7 giugno 2015

Corpo Forestale: una riforma in salita.



Il governo, all’art. 7 del progetto di riordino della pubblica amministrazione, prevede la soppressione del Corpo Forestale dello Stato con il suo accorpamento ad altra forza di polizia; la direzione nazionale antimafia (DNAA) si oppone, riconoscendo al CFS l’eccellenza “delle conoscenze, delle esperienze, del know-how e anche dei mezzi per poter smascherare i crimini ambientali”. La struttura centrale del CFS si compone di 7.563 organici, cui si aggiungono 1.340 operai forestali assunti a tempo indeterminato, che si occupano delle 130 riserve naturali gestite dal CFS. A questi numeri si devono aggiungere gli organici in carico a comuni, comunità montane, province, regioni, consorzi di bonifica e varie agenzie, per un numero imprecisato e tuttora sconosciuto, variabile (a seconda delle stime) sino a oltre 60.000 (di cui 38.000 fra Sicilia e Calabria), per un costo annuo stimato in almeno 640 milioni di euro. 
Arduo abbattere costi per un paese che non sa quanti dipendenti abbia in carico.

Nessun commento:

Posta un commento