giovedì 2 ottobre 2014

Tanti musei, tante mostre.




In Italia sono censiti 6.250 musei; sulla base delle informazioni relative a 8.460 eventi, si stima che ogni anno in Italia si tengano 17.500 mostre, con una affluenza media stimata di 3.900 visitatori per ogni mostra, laddove ogni museo organizza 2,3 mostre ogni anno. Le mostre rimangono un “prodotto” dell’Italia settentrionale e comunque con una correlazione con il PIL pro-capite (e quindi sono in testa Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Toscana), con Milano e Roma a far la parte del leone. La percentuale di mostre allestite nei musei è diminuita (35,5% nel 2011, 32,2% nel 2012), mentre è aumentata quella organizzata da associazioni (13,7%) e sedi aziendali (5,8%), con spazi espositivi (per la metà privati e troppo spesso inadatti per la bisogna) stabili al 33%. L’arte contemporanea occupa il 58,4% degli eventi, con la fotografia in forte crescita (dal 10,4% al 13,2%), e la moda al 3% (e sembra un paradosso, visto che l’Italia è madre del made in Italy); declinanti arte antica, archeologia. Le mostre durano sempre meno: quelle rimaste aperte per almeno 2 mesi sono scese dal 27,4% al 23,2%, mentre quelle che durano meno di 1 mesi sono la metà del totale; i mesi di maggior concentrazione restano maggio, giugno, ottobre e novembre: una tendenza anti-ciclica rispetto ai flussi turistici nelle grandi città d’arte. Il 66,6% delle mostre è in forma gratuita, il 14,9% a pagamento, per il restante 19,3% non è possibile identificare con certezza la modalità di accesso. Grande capillarità della presenza di mostre, destrutturazione del calendario, incapacità di raggiungere massa critica, impossibilità di programmare in un contesto con migliaia di operatori che “spingono” eventi la cui qualità troppo spesso è inadeguata alla domanda di cultura.

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