lunedì 24 novembre 2014

Le richieste di tasse arretrate.


Dal 2000, Erario, Inps, Inail, comuni ed altri enti della P.A. hanno complessivamente inviato cartelle esattoriali, richiedendone il pagamento, per 807,7 miliardi; di queste: il 23,9%, pari a 193 miliardi, è stato “sgravato”, cioè cancellato; l’8,6%, pari a 69,2 miliardi, è stato riscosso; resta il 67,5%, quindi 545,5 miliardi, ancora da riscuotere. In media, sono state emesse cartelle per 62,1 miliardi l’anno, ed incassati 5,3 miliardi l’anno (fonte: MEF). La “montagna da scalare” di 545,5 miliardi è un “sesto grado”, vista la percentuale di incasso storica ed attuale: oltre i 2/3 delle cartelle non sono state pagate. Il 31.12.2014 scade l’ultima proroga (parola di nuovo conio, nel nostro ordinamento …?) sulle “comunicazioni di inesigibilità” che Equitalia dovrebbe inviare agli enti creditori quando essa non riesce a portare all’incasso la cartella entro 3 anni: dal 2000, l’impegno all’incasso triennale non è mai stato rispettato, causa proroghe sempre richieste ed accordate. Il sottosegretario al MEF, rispondendo ad una interrogazione lo scorso 5.11.2014, ha spiegato che il governo sta “valutando le misure più appropriate” (dopo 14 anni di infruttuosi sforzi, coronati solo da proroghe) per superare “il considerevole impegno ai fini del controllo di legge”; in termini concreti, si sta pensando ad una ennesima proroga (nel paese della proroga permanente ed istituzionalizzata): “per i ruoli consegnati nel 2014 le comunicazioni di inesigibilità presentate entro il 31 dicembre 2017 e per quelli consegnati negli anni precedenti, sono presentate per singole annualità partendo dalla più recente, entro il 31 dicembre di ciascun anno successivo al 2017”. Al 2013, risultava che l’80% dell’arretrato al 2012 era “riferibile ai debitori iscritti a ruolo per importi complessivamente superiori a 500mila euro” ed “il Fisco annualmente svaluta circa l’82 per cento dei crediti iscritti a ruolo”, mentre per l’INPS la svalutazione è del 44%.
La sensazione è duplice: viviamo in un sistema cronicamente malato e debilitato, tenuto in vita dalla "morfina" della proroga perenne; la percentuale di incasso (l'8,6%) induce a chiedersi: "ma l'imposizione fiscale è ragionevole? od è aleatoria, incorretta, vessatoria ed a casaccio?". Arduo immaginare rettitudine da parte del contribuente in tale amaro, tragico contesto.

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