venerdì 24 aprile 2015

La legge di Moore.



Tuttora confermato, nel 1965 Gordon Moore (co-fondatore di Intel) formulò un “teorema” (basato sulla osservazione empirica) che il numero di transistor dentro un chip sarebbe raddoppiato ogni 12 mesi. Alla fine degli anni Ottanta la “legge” venne riformulata estendendo a 18 mesi il tempo necessario per raddoppiare le prestazione dei processori, tempo che oggi è passato a 3 anni; un teorema di grande impatto pratico (industriale e soprattutto “gestionale”) se si pensa che oggi un processore a 14 nanometri offre una prestazione 3.500 volte superiore a quella di un processore del 1971. “”Per creare una nuova generazione di chip ci vorrà sempre più tempo, perché ogni nuovo ciclo di sviluppo richiede sforzi superiori, lo studio e la sperimentazione di nuovi materiali e di nuove architetture a livello di design””. Da cui deriva una ulteriore evidenza empirica: l’investimento richiesto per realizzare una nuova tecnologia di microprocessori cresce in maniera esponenziale con il tempo.


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