domenica 21 settembre 2014

L’immobilità del lavoro in Europa.


“” Gli USA hanno conosciuto un’elevata mobilità dei lavoratori e del capitale molto prima dell’unione monetaria, e ancor oggi il mercato del lavoro e i salari sono regolati in maniera meno rigida che nell’eurozona. Il 2,5% dei lavoratori USA si sposta in maniera continua tra gli Stati della Federazione, mentre nella zona dell’euro ciò vale solo per lo 0,1%, soprattutto per via delle barriere linguistiche. Questo consente agli USA di mitigare gli shock esterni, perché i lavoratori che sono diventati disoccupati possono facilmente trasferirsi in altre zone del Paese, mentre in Europa restano per lo più disoccupati. Da non dimenticare: negli USA si ebbe prima l’unione politica, poi l’unione monetaria. In Europa doveva succedere il contrario. Questo è il problema strutturale, non l’aumento della spesa dei singoli paesi.””

Johan van Overtveldt, The End of Euro.

Nessun commento:

Posta un commento